• fasulo 3“Nei momenti difficili, in questi cinque anni di lavoro, per farmi forza pensavo a un momento così e mi trema tutto il mondo. Vita eterna, in una città eterna, al Festival di Roma. Ringrazio tutti quanto hanno creduto in questo film, TIR, a cominciare dalla produttrice, mia moglie Nadia. E ringrazio Branko Zavrsan, uno straordinario attore, un pazzo come me, che ha creduto in questa avventura. Ringrazio la vita intera che ha permesso di accendere un faro su una realtà che non ci accorgiamo che corre accanto e permette che siamo qui”.
    Così il regista Alberto Fasulo che con il suo TIR, porta a casa il Marc’Aurelio d’Oro per il miglior film, il premio più pesante del Festival internazionale del film di Roma e per la prima volta vinto da un’opera italiana, che è prodotta da Nefertiti Film con una coproduzione croata e l’apporto di Rai Cinema.
    Fasulo esordisce nella fiction con un lavoro che affonda però le radici nella pratica del documentario, con protagonista un professore croato che, dopo la perdita del posto a scuola, ha deciso di guidare un Tir in giro per l’Europa, lungo un percorso di 30mila chilometri.
    Ma TIR vale al montatore Johannes Hiroshi Nakajima anche il riconoscimento AMC Miglior montaggio.

    Dal profondo di Valentina Pedicini, una produzione La Sarraz Pictures in collaborazione con Rai Cinema con protagonista l’unica minatrice italiana, vince il Premio Doc It-Prospettive Italia Doc per il Migliore Documentario italiano che la regista “ai minatori che sono 500 metri sotto terra a lavorare”.

    Ai due registi premiati arrivano complimenti di tutta Rai Cinema attraverso la voce dell’AD Paolo Del Brocco: “Alberto Fasulo sceglie di sfumare i confini tra finzione e realtà, con una regia e un rigore stilistico che va diretto alla ricerca della verità. E’ questo gioco di specchi e questo continuo entrare e uscire dalla realtà che rende TIR un’opera molto originale, ed è ciò che più ci ha convinti a partecipare alla sua produzione, e a scommettere su un regista che ha una visione di cinema nuova e moderna.
    Le nostre congratulazioni – continua Del Brocco – anche alla giovane Valentina Zucco Pedicini che con il suo lavoro Dal profondo ci mostra la durezza della vita di chi lavora nel buio della miniera raccontata attraverso l’inedito sguardo femminile di una donna minatore. Un’altra bella soddisfazione dopo il successo di Sacro GRA alla Mostra del Cinema di Venezia che rafforza la nostra convinzione di dedicare nuove energie al cinema del reale in grado di intercettare il sentimento del nostro tempo”.

    Il Sud è niente, opera prima di Fabio Mollo, prodotto da B24 film e Madakai in collaborazione con Rai Cinema, e distribuito da Istituto Luce Cinecittà, si è aggiudicato il Premio Camera d’oro Taodue per il Miglior produttore emergente di opera prima/seconda.

    Ci sono anche due premi collaterali a film targati Rai Cinema: Valeria Golino conquista il premio L.A.R.A. (Libera associazione rappresentanza di artisti) per il ruolo di Armida Miserere in Come il vento di Marco Simon Puccioni e infine il Premio Maurizio Poggiali per il Miglior Documentario va a The Stone River di Giovanni Donfrancesco.

    Stefano Stefanutto Rosa / CinecittàNews

    Guarda la presentazione del film “Tir”su Rai Cinema Channel>>
    Guarda la presentazione del film “Come il vento” su Rai Cinema Channel>>

  • MASSIMO -Una lunga intervista inedita, concessa nel ’93 a una studentessa che gli voleva dedicare la sua tesi di laura, ci restituisce un Massimo Troisi inedito. Rilassato, sincero, disposto a raccontarsi come autore, più che come attore. Ma soprattutto ci restituisce la sua voce inconfondibile, l’amato dialetto napoletano, usato quasi come una corazza, strumento musicale di quella comunicazione sempre interrotta, difficile, sincopata, fatta di pause, ripensamenti e ripetizioni che tanto abbiamo amato, e che ha saputo rileggere Eduardo negli anni ’80, in un’epoca di relazioni frammentate tra i sessi, di maschi eterni Peter Pan, incapaci di prendersi responsabilità adulte in un contesto di precarietà esistenziali e lavorative.

    La sua voce inconfondibile è al centro del documentario Massimo – Il cinema secondo me di Raffaele Verzillo, contrappunto alle foto animate in motion graphic dalla Frame by Frame: fotografie inedite di set, fornite dalla famiglia Troisi e provenienti dall’archivio del fotografo Mario Tursi.

    Il documentario, prodotto da Verdiana Bixio per Publispei in collaborazione con Rai Cinema, andrà in onda l’anno prossimo sui canali Rai in occasione del ventennale della scomparsa. Massimo morì infatti il 4 giugno del ’94, poche ore dopo dell’ultimo ciak del Postino, il film che poi arrivò all’Oscar. E c’è ancora molta commozione negli amici e collaboratori di un tempo, che hanno partecipato al Festival di Roma alla prima proiezione. “Massimo è stato un pezzo della mia vita, questa giacca che indosso me l’ha data lui e credo di non averla mai portata in tintoria… permettetemi un pizzico di feticismo”, dice Anna Pavignano, sceneggiatrice e compagna di vita. Maria Grazia Cucinotta ricorda che ogni giorno c’è qualcuno che le parla del Postino, “il pubblico ancora ama questo film, in America come in Cina, la sua semplicità lo ha reso indimenticabile”. Per Massimo Bonetti, che ha recitato con lui in Le vie del Signore sono finite nel ruolo del poeta Orlando, “è stato un maestro, incontrarlo ha sgretolato quello che di falso c’era attorno al cinema e mi ha indirizzato all’essenza”. Francesca Neri, sua partner in Pensavo fosse amore… invece era un calesse ricorda come andasse oltre le parole, focalizzandosi sulle pause e lo definisce, con i versi di Rilke, “un angelo e una marionetta”. E ci sono anche i due produttori storici, Mauro Berardi e Gaetano Daniele, che insieme a lui fondarono la Esterno Mediterraneo, e rievocano la fatica che si faceva, insieme alla press agent Cristiana Caimmi per portarlo alle conferenze stampa. “Era pigro e toccava ogni volta inventare scuse e bugie per trascinarcelo”. Infine un regalo da Pino Daniele che ha inciso di nuovo il brano Qualcosa arriverà, scritto per Le vie del Signore.

    di Cristiana Paternò by Cinecittà News

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